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 Architettura SOA

Architetture enterpriseApprofondimento

Anonymous "Elementi costituenti dell'architettura SOA.

La SOA ha l'obiettivo di fornire un'architettura di riferimento orientata alla fruzione remota ed integrata di servizi.

All'interno della SOA sono presenti tre elementi principali:
-) Service Provider;
-) Service Requestor;
-) Service Registry.

Il Service Provider realizza ed offre un servizio, utilizzando l'operazione di publish. Le caratteristiche del servizio realizzato sono memorizzate all'interno di un registry accessibile pubblicamente. Il Service Provider accetta delle request e risponde con delle primitive di response.

Il Service Requestor rappresenta un potenziale utente che richiede un servizio, utilizza la primitiva di find per interagire con il Service Directory ed ottenere il servizio più adatto ai propri obiettivi. Una volta individuato si collega al Service Provider corrispondente (bind) ed inizia a fruire del particolare servizio.

Il Service Registry (definito anche Directory o Service Broker) si occupa della gestione del registro dei servizi archiviando le pubblicazione dei servizi e permettendo la ricerca di un servizio sulla base delle caratteristiche con le quali è stato definito e memorizzato. Naturalmente, il Service Registry può seguire politiche di controllo degli accessi sulle interrogazioni in modo da limitare la visibilità sui servizi inseriti.

La SOA definisce, quindi, "chi fa che cosa" all'interno di una serie di interazioni in cui il servizio ricopre il ruolo principale. Va notato che i tre attori interessati possono essere distribuiti sul territorio e possono utilizzare piattaforme tecnologiche differenti, con l'unico vincolo però di dover utilizzare tutti e tre un canale trasmissivo comune. Rimanendo sul mezzo trasmissivo, questo risulta essere un parametro dell'architettura, quindi l'approccio adottato dalle SOA ha il vantaggio di potersi integrare con diversi ambienti quali la telefonia mobile, il Web, o paradossalmente anche la posta ordinaria, permettendo in tal modo di realizzare applicazioni multicanale, fruibili cioè attraverso diversi dispositivi.

Partendo da questa considerazione si può dire che un'architettura per e-Service è un'istanza di una SOA dove il mezzo di comunicazione è di tipo elettronico, mentre una architettura per Web Service è un'istanza di una SOA dove il mezzo di comunicazione considerato è il Web.

La SOA è implementata utilizzando le seguenti tecnologie principali:
-) SOAP, Simple Object Access Protocol;
-) WSDL, Web Service Definition Language;
-) UDDI, Universal Description, Discovery and Integration.

SOAP è un protocollo, basato su XML (eXtensible Markup Language) e HTTP (Hyper Text Transfer Protocol), in grado di fare interagire componenti remoti attraverso il Web. Nonostante uno dei primi scopi di SOAP sia stato quello di supportare l'RPC (Remote Procedure Call) sul Web, questo protocollo è stato studiato anche per avere usi che possono comprendere una interazione di tipo asincrono e, quindi, basata su messaggi. In SOAP la specifica delle chiamate viene descritta in XML, mentre l'HTTP è il protocollo di trasporto utilizzato. Questa ultima caratteristica pone SOAP in una posizione privilegiata rispetto ad altri meccanismi di invocazione presenti in standard di computazione distribuita quale COM+, Java RMI e CORBA, in quanto questi ultimi mostrano dei limiti nell'uso del Web durante la comunicazione visto che i loro messaggi vengono spesso bloccati dai firewall.

WSDL è lo standard in XML per la definizione completa dei servizi, sia in termini di parametri che di tipologia di connessione/request accettata e comportamento.
È di fondamentale importanza, quindi, avere a disposizione una piattaforma in grado di reperire Web Service sulla base di diverse tipologie di ricerca. UDDI è un progetto nato per questo scopo e iniziato da un gruppo di compagnie del mondo IT quali Microsoft, IBM e Ariba e al quale ora aderiscono circa 300 aziende.

Riguardo alla sua architettura UDDI prevede la creazione di un ambiente distribuito peer-to-peer in cui i vari nodi, che contengono una parte dei servizi disponibili, possano interoperare tra di loro allo scopo di soddisfare le richieste di pubblicazione e ricerca di servizi.

L'UDDI Business Registry è ulteriormente suddiviso in:

-) Service Type Registry: contenente un insieme di dati in grado di descrivere e localizzare le tipologie di servizio. Tali informazioni sono organizzate secondo una struttura detta tModel;

-) Business Registry: contenente informazioni sulle aziende che forniscono servizi e si sono registrate al nodo. Ogni entry di questo registry è detta businessEntity;

La libreria API UDDI è di utilità per l'accesso, la ricerca e la manutenzione dei servizi registrati.

Un particolare oggetto di studio correlato alla SOA è il BPEL4WS (Business Process Execution Language for Web Service), il quale definisce un linguaggio di composizione tra servizi.

L'esigenza di coordinare in modo automatico attività svolte da attori diversi per il raggiungimento di un obiettivo comune quale, per esempio, l'approvazione di una richiesta, la concessione di un prestito e il rimborso di danni ad un assicurato è caratteristica di processi con un elevato numero di istanze, regole di esecuzione precise e ripetibili.

Le classiche applicazioni software per il supporto di flussi di lavoro con queste caratteristiche sono i sistemi di gestione di workflow (WfMS, WorkFlow Management Systems), che consentono la gestione contemporanea di un numero, anche elevato, di istanze di processi seguendo schemi di processo predefiniti.

L'affermarsi dei Web Service rende naturale l'estensione dei concetti alla base dei sistemi di gestione di workflow anche per coordinare servizi in rete forniti da più organizzazioni. In questo ambito, l'obiettivo principale è quello di comporre più servizi forniti da fornitori diversi al fine di creare nuovi servizi a valore aggiunto. Tale composizione richiede però la definizione di standard per modellare le interazioni tra i servizi. La letteratura propone due principali approcci al coordinamento dei servizi in rete, che vengono denominati orchestrazione e coreografia.

Nell'orchestrazione, si fa riferimento ad un processo di business che può interagire con altri servizi, interni od esterni. L'interazione avviene tramite messaggi scambiati tra i servizi. L'orchestrazione presuppone il controllo sul processo da parte di una sola organizzazione e consente di gestire processi in esecuzione anche di lunga durata.

La coreografia indica, invece, un approccio più collaborativo, in cui ogni partecipante descrive il proprio ruolo nell'interazione e il compito del sistema di coreografia è principalmente quello di tenere traccia delle interazioni avvenute tra le parti.

BPEL4WS (o BPEL, in breve) è un linguaggio, nato grazie all'esperienza maturata sulla base di XLANG, una proposta di Microsoft, e WSFL (Web Service Flow Language), si colloca come la principale proposta per l'orchestrazione di Web Service, che può essere vista come una naturale evoluzione di modelli e sistemi per la gestione del workflow.

Una delle particolarità di BPEL è la sua visione ricorsiva di composizione di Web Service. Infatti, Il processo definito come insieme di Web Service collaboranti, può essere esso stesso un Web Service. Questo nuovo servizio a valore aggiunto, così creato, sarà visibile all'esterno come un servizio semplice di cui è definita l'interfaccia WSDL.

Riferimenti:
-) http://uddi.microsoft.com UDDI Business Registry attivo
-) http://uddi.ibm.com UDDI Business Registry attivo
-) http://uddi.sap.com UDDI Business Registry attivo
-) http://www-128.ibm.com/developerworks/library/specification/ws-bpel/ Business Process Execution Language for Web Services
-) http://www.w3.org/TR/wsdl Web Services Description Language (WSDL)
-) http://www.uddi.org/ UDDI
-) http://www.wfmc.org WfMC, Workflow Management Coalition

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